lunedì 16 febbraio 2009

a volte ritorna


si può, a quasi cinque anni da un evento traumatico, riviverlo con la stessa intensità?

mettersi a respirare affannosamente come durante un attacco d'asma di quelli tosti, quindi incominciare a piangere, a tremare, cascare quasi per terra se non fosse che si è seduti su una poltrona di cinema e che quindi in terra si è già? e diventare, per qualche, interminabile minuto, centro di attenzione delle file centrali, tuoi alunni compresi, i quali prima si preoccupano un po', poi ti lasciano stare, prima o poi le passerà? quindi alzarsi come un'ubriaca, camminare appoggiandosi ai muri e sgattaiolare fuori di sbieco alla ricerca di un po' d'aria?

si può, si può.

e la prossima volta che a scuola invitano qualcuno a parlare di Costituzione, e questo ti tira fuori di punto in bianco gli attentati di Madrid, con tanto di dettagli e foto, perché è il sostituto procuratore che, da Milano, si occupa di terrorismo internazionale e quindi su quell'attentato ci ha passato i giorni e le notti dal 11 marzo 2004 pomeriggio, beh... mi avvisino che mi faccio un cicchetto, così almeno non sembrerò ubriaca, lo sarò davvero.

mercoledì 11 febbraio 2009

troppu traffico pì nnenti


lo sapevo

se colombo era catalano (ma per alcuni anche galiziano), leonardo da vinci gay e gli spaghetti li hanno inventati i cinesi, ci rimane un'enorme rivincita su queste sòle storiche: shakespeare era siciliano!!!

prove? documenti? basta chiedere, miscredenti: http://www.johnflorio-is-shakespeare.com/index2.html

e se ancora non foste convinti, leggete un po' qua:

Shakespeare es -digámoslo así- el menos inglés de los escritores ingleses. Lo típico de Inglaterra es el understatement, es el decir un poco menos de las cosas. En cambio, Shakespeare tendía a la hypérbole en la metáfora, y no nos sorprendería nada que Shakespeare hubiera sido italiano o judío, por ejemplo.” Jorge Luis Borges

por ejemplo...

domenica 8 febbraio 2009

no comment


e ripeto: no comment

venerdì 6 febbraio 2009

non è un paese per vecchi


i vecchi, prima o poi, muoiono...

questo, infatti, non è Javier Bardem 2008 ma Mino Reitano 19...

giovedì 5 febbraio 2009

rissa da berskha


giovedì 5 centro commerciale

fuori pioggia (posteggio miracoloso) dentro sauna

porta scorrevole che scorre con gagliarda scorrevolezza mentre io scorro dentro con flaccido scoramento post post prandiale

corridoio poi a destra

un negozio, un altro e berskha

odore di polvere e vestiti di qualità scadente

ma economici

economici in crisi economica

odore di ascelle, torbide sensualità compresse in top di una taglia di meno, ma tanto prima dell'estate dimagrisco

piedi sudati, caldo aroma fortemente speziato che alla lunga dà troppo alla testa

mani, fianchi, cosce femminili si strusciano, s'incrociano, languiscono in ambigue boteriane composizioni

magliettine maglioncini pantaloncini come tonni

donne, femmine, ragazze, ex ragazze, carampane, troiette, rifatte, fattone, professoresse, bisessuali, sfigate, lesbiche dichiarate e aspiranti veline come nerobuti siciliani nella mattanza

mani a cercare tessuti incrociano mani, piedi schiacciano alluci dolenti in scarpe troppo strette e un po' alì babà, seni si strofinano all'interno dei capi di qualità scadente che col primo lavaggio stingeranno si restringeranno: la maglia gialla ai poveri dei cassonetti gialli, pescati da uno zingarello acrobata, a testa in giù nel cassonetto giallo

manica di maglia gialla afferrata da una mano inanellata, manica di maglia gialla afferrata da mano con unghie rosicchiate, finite le maniche della maglia gialla. mani che tirano in direzioni opposte. squartamento biblico della maglia gialla.

top rosso ciliegia dai bottoni divelti. pantaloni verdi semicalpestati. top in lurex very zoccola, litigato da due come sopra. jeans tutti irrimediabilmente taglia 36. montagne di maglie per terra, maglioni di lana strappati alle povere pecore ora contesi da due povere vacche.

la cassa batte dling!, la cassiera batte prego!, le commesse battono la fiacca allora?

in fondo, si è un po' tutte battone in un pomeriggio di shopping futurista

mercoledì 4 febbraio 2009

call me Achab


stasera, al Piccolo, Moby Dick

premesse:

1. qualsiasi rappresentazione teatrale, cinematografica, televisiva, radiofonica, telepatica, artistica, musicale, ecc... ecc... ecc... non regge nemmeno le scarpe all'oceanica maestosità di Melville

2. non vedevo l'ora di vedere come avrebbero risolto le scene di caccia in alto mare e mi ritrovo a fissare un dialogo di sordomuti - ecchccazzosestarannaddì?

3. mi hanno scombussolato un po' di battute, dando le migliori a quel pivello di Ismaele che nel libro non ha poi questa grande importanza a livello di personaggio, quanto come testimone e narratore onniscente

4. quando spiegano come si squarta una balena non si capisce un tubo perché parlano tutti insieme - e pensare che quella era una delle parti più gustose hi hi hi!

5. fa impressione veder riassunto un libro di qualche centinaio di pagine in 150 minuti di spettacolo, anche se senza intervallo

... però Albertazzi è un grande Achab. Non sembrava recitasse, pareva che quella fosse davvero la sua vita.

O meglio, che la vera vita del lupo di mare fosse, in realtà, una recita, e che il vero Achab fosse prigioniero di quel suo personaggio di capitano maledetto, che lo spinge a consumarsi le ossa e i giorni alla rincorsa del leviatano.

E che bianchi i suoi capelli, mentre invocava il bianco capodoglio.

E rossa, di un velluto cangiante e scarlatto, la sua marsina.

E malferme, le sue gambe, come se fossero di legno entrambe.

Eppure, maledizione, che poca voglia di morire ha quest'uomo!

"Lascio una scia bianca e inquieta, acque pallide, facce più pallide, dovunque passo. Le onde invidiose si gonfiano ai lati per sommergere la mia traccia: facciano, ma prima io passo."

martedì 3 febbraio 2009

disintossikAZIONE


ieri sono andata a fare shopping

e fin qui niente di strano, ci sono i saldi

uscendo dai negozietti, m'imbatto in un'erboristeria

"Tò, un'erboristeria!"

e, quantunque consapevole che lì, di saldi, nisba, impavida entro.

la ragazza dietro il bancone sembra proprio una secchiona: frangiona bionda, occhialini sulla punta del naso, càmice immacolato

io, invece, sembro proprio una fattona: capello appiccicato, occhiali con ditate, camicia che stamane era quasi stirata e ora, non so come non so perché, sembra "che sia stata messa nel sedere di un cane", come dice mia madre

niente ci fa

mi avvicino il più naturale possibile alla secchiona, le faccio un sorriso, ed esordisco con un bel: "mi sento una merda"
- hm?-
-sì, dunque... MISENTUNAMERDAMISVEGLIOGIàSTANCANONHOVOGLIADIFARNULLAMIFACCIOLADOCCIAOGNIGIORNOEHOPELLECAPELLIDASCHIFODOPOSEIOREMISTACASCANDOLAFACCIAMIVENGONOPUREIBRUFOLIEMISIAPPANNANOANCHEGLIOCCHIALI!!!
- ho capito. bisogna depurare.

e così da oggi sono una fiera depuratrice di me stessa. e non è neanche difficile; madamine, il catalogo è questo:
1) svegliarsi mezz'ora prima ogni mattina per tracannare l'essenza di carciofo e erbe amare diluita in mezzo litro d'acqua
2) fare il saluto al sole, ma senza vomitare con le posizioni a testa in giù, per muovere l'intestino
3) svuotare il medesimo cronometrandomi sennò becco la coda in tangenziale e sono finita - in caso di boicottaggio dell'apparato digerente, rimandare la seduta a più propizi momenti
4) fare colazione, ricordandosi di ingurgitare almeno la spremuta di tre arance, due tazze di the leggero e una di cereali
5) zompare in macchina salendo e scendendo cinque piani a piedi, sempre e comunque, traslochi compresi
6) portarmi dietro le bottigliette, lo sciroppino e il misurino di estratto di cranberry (già soprannominato dai miei alunni "acqua torbida") e berne un litro durante la giornata
7) ricordarmi di prendere due volte al giorno e lontano dai pasti i fermenti lattici
8) non mangiare fuori pasto, e calibrare bene i nutrienti seguendo una dieta bilanciata, armoniosa, completa, alta bionda e con gli occhi azzurri e, utopicamente, fare sport ogni giorno (ma vedi punto 5)
9) andare a letto presto tutte le sere
10) smettere di passare le ore su internet che mi viene la gobba, il culone che fa provincia e mi deprimo pure a leggere tutte le stronzate che la gente scrive sui blog!