lunedì 22 giugno 2009

sono stanchissimaaaaaaa (ma domani partooooooo)


ho appena finito gli esami e mi sta scendendo tutta l'adrenalina... sono distrutta: che gli alunni non credano che i prof se ne fregano. almeno, io non me ne frego per niente.

ora non ho nemmeno le forze di andare all'esselunga. così ci ho mandato pablo, che se vuole che stasera gli prepari burritos mi deve portare a casa due avogados, e io non mi muovo da qui.

se raccatto le forze, e le raccatto di certo, domani vado in Liguria e ci resto tutta la settimana.

programmone etnografico-culturale: esplorazione dell'entroterra della provincia di Imperia, con scientifico accanimento sull'Occitania italiana e su Triora, paese delle streghe.

perché? ma perché a me l'antropologia m'attizza, e che volete che vi dica? e allora parto con la mia matiz "Cochina" superaccessoriata, e nello zaino metto:
la scarpa da trekking
la macchina fotografica
il taccuino
2 bic
Morfologia della fiaba di Propp
Le radici storiche dei racconti di fate di Propp
Fiabe italiane raccolte e trascritte da Italo Calvino
la borraccia
la crema solare
il costume da bagno
l'infradito da spiaggia
la schiscetta
la bandana
gli occhiali da sole
le cicche
gli antistaminici
i cerotti
...
mio padre (opzionale, ma ha le chiavi della casa al mare)

bene, vestiti e cibo a parte, dovrei avere tutto. Pablo mi raggiunge per il fine settimana con il mitico Saimon e nel frattempo io mi faccio tutti i giretti da sola come una vera posseduta, parlando coi vecchietti, andando in biblioteca, magnando tipico e schiacciando penniche sui trenini a scartamento ridotto.

aaaaaahhhh benedetta sia l'estate!!!!!

lunedì 8 giugno 2009

sento che succederà qualcosa...



questa (bellissima) foto è di Dug

Sarà per le frequentazioni degli ultimi tempi, sarà per il tempo instabile che da qualche giorno attanaglia la padania, ma sento, sento, fortissimamente sento che sta per succedere qualcosa. Che cosa? Boh!

Forse è l'avvicinarsi delle vacanze estive, e questo senso di incertezza e desiderio di andarmene che mi prende ogni volta che la primavera volge all'estate.

A me non piace molto andare lontano durante l'inverno. D'inverno sto bene a casina. Ma non tentate di tenermi qui d'estate.

L'estate è fatta per prendere lo zaino, la tenda e il sacco a pelo.

Per riempire il serbatoio di benzina e la macchina fotografica di... memoria (che triste!).

L'estate è bici lungo il Naviglio, e camminate sui sentieri alpini.

L'estate è boschi e profumo di pineta, è mare e pelle abbronzata, è cielo sereno e pioggia sulla tenda.

é cucinare sul fornellino in Francia e rimpinzarsi di aringhe alla griglia respirando l'Atlantico.

è l'autostrada che attraversa la Castilla e l'abbraccio degli eucalipti in Galizia.

è la terra rossa della Meseta, sono i campi dorati di Machado, sono le pietre grigie di Santiago.

è il formaggio Camembert che si scioglie nella baguette morsicata mentre guido, è il pulpo a feira servito su un piatto di legno.

è la danza bretone che ballo concentrata, è la danza gallega che ballo saltando, è il flamenco che ballo sinuosa, è una danza tonta che ballo ridendo

è la chitarra che mi attende per cantare vecchie canzoni. sono le voci e gli accenti a me cari

è una famiglia felice che mi aspetta alla fine del viaggio, come ogni estate, come ogni anno e per dirmi: bienvenida!

sabato 6 giugno 2009

alcoolico e nuovi amichetti


mamma quanto tempo che non mi appropinquo... sarà anche il caso di fare il punto della situazione, no?

ma prima è il caso che vi presenti un nuovo amico. Nome in codice: Saimon.

dunque, Saimon è un individuo quantomeno singolare. A prima vista sembra un qualsiasi ragazzo, magari un po' dandy. Poi mangi e dormi con lui (non fraintendete, era ospite a casa nostra) e scopri che:
a) legge i tarocchi, allora te li fai leggere e ci rimani di merda perché lo sa fare davvero e ti dice anche cose che non vorresti sapesse
b) fa i "sogni lucidi", cioè sogna sapendo di farlo, e quindi controllando dall'interno il suo sogno. E lo fa a comando, quindi anche a casa tua
c) nei già citati sogni lucidi incontra presenze che dicono cose che puntualmente si avverano, o fanno cose che hanno un riscontro veritiero sulla realtà, tipo dargli i numeri al lotto, lui li gioca e puntualmente escono
d) le già citate presenze dei già citati sogni lucidi possono anche non essere molto socievoli, come i due che ha sognato a casa tua magari, e che hanno tentato di buttarlo giù dal letto, e magari proprio mentre tu ti sei svegliata perché l'hai sentito gridare e l'hai visto rotolarsi nel futon degli ospiti come se qualcuno lo stesse davvero spingendo
e) se ciò non fosse abbastanza, l'amico Saimon sente le energie provenienti, per esempio, da una città o da un luogo geografico. Scopri così che Porto è carica di oscurità, mentre la Galizia è piena di vita, che la Costa da Morte è degna del nome che porta e che Milano è una belva tendente al maligno a stento tenuta a freno dalle sue vie d'acqua. Se poi tu provi le stesse cose, allora siete in due a essere presi poco sul serio.

Ma stare con Saimon non è poi così male, se ti abitui a convivere con presenze di altre dimensioni e al fatto che di notte esca dal suo corpo fisico e si metta a volare su e giù per l'appartamento. Infatti l'amico conosce un sacco di bei posti nei quali andare a fare una passeggiata corroborante. Il fine settimana scorso, ad esempio, era di ponte, allora, dopo esserci ripresi da un sabato-domenica non-stop di alcool, cartomanzia e onironautica, abbiamo fatto i nostri begli zaini e ci siamo diretti verso il lago di Como. Ora, se volete fare un bel giro, senza incontrare troppa gente, senza fare troppa fatica e stando su bei sentieri circondati da boschi danteschi, fate la via lariana occidentale. Era lunedì, non c'era nessuno e ho potuto fare delle foto stupende al Saimon e a Pablo, così belli insieme che sembravano Bud Spencer e Terence Hill.

Cammina che ti cammina, viene l'ora di cercare un posto dove dormire, ma il rifugio è chiuso. Mierda! Allora torniamo indietro un pezzo, dove c'eravamo fermati nel pomeriggio a fare una sosta tanninica. Davanti alla porta sta seduto a fumare lo stesso tizio del pomeriggio, nella stessa posizione. Chiediamo di poterci fermare per la notte. Esce la moglie che ci offre una soluzione tutto compreso cena pernottamento e prima colazione 40 euri. Ci guardiamo in faccia. Il menù comprende polenta e cinghiale a volontà, dice lei. Ci riguardiamo e ci sorridiamo. Poi saliamo alle camerate. Queste sono all'ultimo piano di questa ex caserma della guardia di finanza messa lì per beccare quelli che van de sfros, cioè i contrabbandieri con la Svizzera. Saimon si attiva tutto e dice che qui è pieno di presenze, e che come minimo i finanzieri si inchiappettavano a vicenda. Dopo questa annotazione decidiamo definitivamente di restare.

Ora, manca ancora un'oretta per la cena, così andiamo a esplorare le vicinanze. A una quindicina di minuti ci sono due cime: su quella di sinistra c'è una chiesetta nella quale si dice sia apparso il demonio (nientemeno, e difatti qui Saimon ammette di averci dormito, quando venne su con la tenda due anni prima), in quella di destra un gregge di pecore che, non appena ci vede, incomincia a puntarci a testa bassa e noi giù a correre per il pendio. Per questo fatto saremo presi in giro da tutti al rifugio, perché a quanto pare basta dare un calcio in faccia a una pecora e le altre smettono di caricare, boh, sarà...

Rinvigoriti dalla fuga dal gregge mefitico, rientriamo al rifugio in tempo per il cinghiale. In tre ne mangiamo uno intero, con un piattazzo di polenta taragna e due litri di vino rosso. Alla fine, dopo un amaro io e due grappini a testa loro, ci sta anche il dolce, 'che la padrona di casa è sì una bestia, ma fa delle torte meravigliose! E poi chiediamo se hanno una chitarra. Il gestore e la moglie si guardano negli occhi con fare d'intesa, e appare una chitarra della madonna, troppo bella per essere lì solo per gli ospiti del rifugio. E infatti. Lui è un trombettista jazz, Saimon (non ve l'ho ancora detto, ma è che ha troppe virtù) è il cantante e chitarrista di un gruppo letteralmente bestiale, e io suono la chitarra e canto, insomma, l'unico inutile era Pablo, il quale però nel frattempo continuava a versarsi grappini per darsi un tono.

Che dire, partì una jam session bellissima, nella quale suonammo la qualsiasi, dal fado a vitti 'na crozza, dal repertorio bifolco del Saimon alla bossa nova, il tutto condito da una quantità di alcool che io già mi disperavo per la notte che mi avrebbero fatto passare quei due. Fu bellissimo, veramente. E poi, in camerata, mentre stavamo per addormentarci all'alba delle due di notte, chi ti arriva? Le bestie a pascolare sotto i finestroni. I due baldi giovani si sono messi a litigare animosamente su che animali fossero, se vacche o cavalli, poi un benedetto raglio mise a tacere ogni discussione e potemmo finalmente prendere sonno.

Beh, concludendo col Saimon ci siamo riproposti di tornare, perché c'è un posto che non siamo riusciti ancora a visitare, ma che, oramai che siamo entrati nel mood saimonico, non possiamo fare a meno di esplorare: il doss dei mort, cioè l'antico lazzaretto-cimitero dove gli abitanti delle vallate mandavano a morire i propri congiunti ammalati di peste. Potevamo farcelo mancare?

mercoledì 18 marzo 2009

Decalogo per le famiglie in tempo di crisi


Dopo il decreto anticrisi, dieci consigli "pratici" per resistere con creatività. Non tutto il male vien sempre per nuocere e l'attuale fase di crisi è anche un'opportunità per modificare i nostri comportamenti e dedicare più attenzione all'economia familiare.

In primo luogo è fondamentale far tesoro di un detto giapponese che recita "caduto 7 volte, rialzato 8 volte": cadere è spesso inevitabile, ed è tanto più spiacevole quando ciò non avviene per responsabilità propria. Ciò che è fondamentale, però, è trovare sempre la volontà di rialzarsi e guardare avanti e lontano. Qualche suggerimento di comportamento, per non essere usurati dalla crisi, può essere utile, come occasione per rafforzarsi e, perché no, provare a migliorare la qualità della vita.

1. Stare insieme: perché nelle fasi avverse i "gruppi", siano esse famiglie allargate o gruppi di amici, assorbono meglio le conseguenze dell'incertezza e del rischio crescente, e la dilagante incertezza è il segno distintivo della crisi in corso. Creare gruppi di acquisto o ritrovare un gruppo di amici restituisce un po' di certezze e permette qualche risparmio.

2. Migliorarsi sul piano professionale: non è mai troppo tardi per acquisire nuove conoscenze o rafforzare quelle esistenti e l'occasione di più tempo libero è un'opportunità per occasioni professionali future e in ogni caso uno spazio ignoto di soddisfazione e realizzazione.

3. Scoprire occasioni nuove di convenienza per la spesa quotidiana: accurate analisi condotte negli Stati Uniti dimostrano che il risparmio (almeno il 10%) dipende dal tempo dedicato alla ricerca dei prezzi più bassi, con acquisti più frequenti per sfruttare al meglio le promozioni.

4. Eliminare gli sprechi nei consumi quotidiani: da un'indagine in Gran Bretagna emerge che le famiglie inglesi sprecano circa un terzo di ciò che acquistano e circa un quinto di ciò sarebbe riutilizzabile. Patate, mele, pomodori, pane, uva, yogurt, cioccolato, sono esempi di alcuni beni che vengono spesso gettati via interi, ma ancora utilizzabili.

5. Vivere verde, nel senso di utilizzare al meglio le opportunità di energie alternativa, ridurre i consumi energetici, usare di più i mezzi pubblici e meno quelli privati, camminare, usare la bicicletta (e migliorare la salute). Berlino o Copenaghen sono città certamente più fredde di Milano, Roma o Napoli, ma piene di biciclette anziché di auto o motorini.

6. Controllare i costi come le fatture, le bollette, gli estratti conti delle banche. L'aumento si annida nei dettagli di piccole spese aggiuntive, spesso di difficile comprensione, negli addebiti automatici, che spesso arrivano a sommare centinaia di euro all'anno. Non esitare mai nel chiedere spiegazioni e non accontentarsi di spiegazioni spesso non convincenti.

7. Usare internet in modo sistematico: i costi di comunicazione telefonica possono essere ridimensionati attraverso l'uso gratuito del computer come telefono. Inoltre, il web consente di ridurre i costi di acquisto dei giornali e di trovare con maggiore facilità le opportunità di acquisto o scambio a vantaggioso.

8. Chiedere più pareri sulle questioni di rilevanza economica che si devono affrontare: l'informazione diffusa rappresenta una sorta di mercato delle idee, fra le quali poter scegliere la soluzione più conveniente e congeniale, dal medico o il dentista, all'elettrodomestico da cambiare;

9. Dare il buon esempio con i figli sul come affrontare con energia e dignità le difficoltà del vivere quotidiano: le ricerche ci dicono che soprattutto sui bambini più piccoli ciò esercita un'influenza duratura che influenza i comportamenti di una vita. È sufficiente ascoltare la nonna o il nonno che erano bambine o bambini durante la crisi degli anni '30.

10. Pensare diverso: aiuta a identificare meglio i problemi e le loro possibili soluzioni. Se qualcosa sta insegnando questa crisi è quanto possa essere epidemico il pensiero unico e negativo sul futuro. L'economia si alimenta di aspettative positive sul futuro: per davvero l'economia migliora se tutti pensano positivo, ma se anche solo uno pensa positivo quell'unico ne uscirà prima.

Non è certo un decalogo dei miracoli, ma forse un esempio del come le virtù del coraggio e della tenacia possono aiutare a riemergere dalla crisi, con una qualità della vita più sobria e migliore.

domenica 8 marzo 2009

due blogghini



di due grandi donne:

il primo è http://malalaijoyaitalia.blogspot.com/ Malalai Joya è una deputata afgana da anni in lotta con i fondamentalismi e i signori della guerra del suo paese

il secondo è http://neddagottardi.splinder.com/post/19998914#comment il blog è di nonna nedda, 88enne blogger!!!

buona visione e buona festa della donna

venerdì 6 marzo 2009

Estranha forma de vida


Foi por vontade de Deus
que eu vivo nesta ansiedade.
Que todos os ais são meus,
Que é toda a minha saudade.
Foi por vontade de Deus.

Que estranha forma de vida
tem este meu coração:
vive de forma perdida;
Quem lhe daria o condão?
Que estranha forma de vida.

Coração independente,
coração que não comando:
vive perdido entre a gente,
teimosamente sangrando,
coração independente.

Eu não te acompanho mais:
para, deixa de bater.
Se não sabes onde vais,
porque teimas em correr,
eu não te acompanho mais.

Amália Rodrigues

giovedì 5 marzo 2009

As cores da transparençia


Nesta cidade onde o sol quase não se vê
moro eu, que sou filha da chuva.

Desta água nasci, nesta água vou morrer
por ser filha da chuva.

Nesta chuva vivo, gosto disso.
Nesta chuva amo, gosto disso.

Nesta chuva vou diluir as lágrimas
que são chuva também.

Nesta chuva vai ficar você
olhando-me sim ver-me.

Porque eu sou feita de chuva
e tenho as cores da transparençia.