domenica 18 aprile 2010

Cartoons on the bay




Siamo tornati stanotte da Cartoons on the Bay, 14ma edizione del festival internazionale dedicato all'animazione. Quest'anno si è tenuto nella città di Rapallo, nel Levante ligure, alla quale ho fatto ritorno dopo venticinque anni di assenza (sic!) solo per scoprire che dei miei ricordi non c'era più alcuna traccia. Noi abbiamo scelto la terza delle quattro giornate del festival, nelle quali la città ligure si è trasformata nel polo di attrazione per autori e produttori, appassionati di cartoon e alta dirigenza rai, bambini e freaks. Siamo arrivati all'ora di pranzo, perché la mattina le strade erano chiuse per Cartoons on the bike, gara ciclistica per professionisti e dilettanti.

La manifestazione si è svolta in vari posti che hanno coinvolto l'interà città. Walt Disney, fedele al suo "Pirati dei Caraibi", ha posizionato la propria esposizione nel castello di Rapallo, che è una splendida roccaforte costruita proprio contro i pirati (risale al XVII secolo, strano secolo barocco nel quale non si sapeva ancora bene come farsi fuori, se all'arma bianca o con quella da fuoco).

Nell'emiciclo del lungomare (Rapallo è posta in una baia naturale incantevole), sono spuntati i tendoni bianchi del Cartoons Village, che ospitavano le proiezioni in anteprima dei partecipanti al Pulcinella Award 2010, il premio annuale che premia i migliori lavori nel campo dell'animazione. I bambini si sono sollazzati anche con gli altri partner importanti della manifestazione: la Kinder con una collezione di sorprese suddivise per decadi, Geronimo Stilton e la sua voce topesca, infine un nutrito spiegamento della nostra Polizia nazionale che mostrava la sua Lamborghini bianca azzurra la quale, se poco c'entrava con la dimensione cartoons, deve essere piaciuta un sacco ai piccolini.

Altre proiezioni si sono tenute nell'Auditorium delle Clarisse, a dimostrazione che neppure il clero è indifferente al fascino dell'animazione.

Ma noi, che siamo due veri professional del settore (perlomeno Pablo lo è) ci siamo subito diretti all'Hotel Excelsior, un sei stelle Lusso posto a cavallo tra la baia di Rapallo e quella di Portofino, nel quale hanno avuto luogo le conferenze per gli addetti ai lavori.

Molto, molto interessante è stato il tema della giornata, ossia "Cross-media and animation", praticamente un nuovo concetto di marketing che consiste nel creare un mondo tutt'intorno al prodotto che desideri piazzare sul mercato, in modo che, contemporaneamente al cartoon, escano anche un videogioco, un libro, dei giocattoli, un sito, dei libri e quant'altro. Un po' quello che è stato fatto con I pirati dei Caraibi, che sono ricchissimi di contenuti extra e multimediali. Ritorna la visione geniale di Italo Calvino il quale, già nella prima metà degli anni '80, aveva individuato le sei (poi per cause di forza maggiore - è morto prima di completare la sesta - ridotte a cinque) parole chiave per il prossimo millennio: leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità, molteplicità. E se la sesta fosse proprio multimedialità?

L'evento più atteso dell'intera manifestazione è stata la conferenza coi massimi vertici della Rai, a partire dal presidente Paolo Garimberti, dai vice presidenti Antonio Marano e Gianfranco Comanducci, dal presidente di Rai Trade (distributore in Italia e all'estero dei diritti di tutta la produzione Rai) Renato Parancandolo, e da svariati altri direttori. Interessanti due interventi: quello di Roberto Giacobbo che è uscito da Voyager e si è materializzato in sala per mostrare Ragazzi c'è Voyager, un breve programma della domenica mattina dedicato a rispondere alle domande dei bambini in modo creativo, ponendo la questione direttamente all'esperto del caso oppure affidandola a personaggi del mondo del fumetto o del cartoon. Il responsabile dei canali tematici della digitale terrestre, Gianfranco Noferi, ha poi auspicato la nascita di una fiction per bambini, dichiarando che la Rai ha intenzione di dedicare un notevole sforzo di tempo e di denaro al potenziamento dei canali digitali tematici quali, ad esempio, Gulp e YoYo, il primo dedicato ai preadolescenti e il secondo ai bambini.

Due personaggi ci hanno colpito per la loro preparazione, e per l'umiltà con la quale si sono proposti al pubblico: il primo è Jeff Gomez, presidente e CEO (che ho scoperto voler significare Chief Executive Officer, praticamente il comandante in campo) della Starlight Runner Entertainment, avveniristica azienda newyorchese di prodotti e progetti transmediali, un colosso che ha risposto con gentilezza alle nostre domande e ci ha esortati a "never surrender". L'altro è Derrick de Kerkhove, direttore del MacLuhan Programme in Culture and Technology e professore di almeno cinque università dislocate in altrettanti paesi dei quali parla le lingue, con il risultato di esprimersi in un perfetto itagnolo pronunciato alla francese con tocchi di anglofonia. Ora, questo dio vivente della sociologia della comunicazione è rimasto a rispondere con pazienza agli sproloqui di un ricercatore il quale ha parlato mezz'ora senza che nessuno riuscisse a intendere che cosa volesse dire: succede quando della retorica afferri solamente la elocutio e ti dimentichi dell'inventio e della dispositio.

Passando ora al faceto, come tutte le grandi manifestazioni che si rispettino anche questa è stata circondata del necessario glamour: presenti in sala conferenze c'erano Maurizio Nichetti e Andrea Lucchetta. In questa occasione ho potuto notare che due Nichetti, uno sopra all'altro, avrebbero fatto un Lucchetta. Poi, i gadgets: appena entrati e registrati ci hanno dato una specie di collana multicolore da indossare: il nostro nome e la nostra qualifica scomparivano dietro un elefante di vetro che simboleggiava il nuovo programma per adolescenti della Disney, che narra le avventure di una ragazza indiana negli USA. Ci è stata data anche una bellissima borsa plasticosa coi manici rossi e un bel Pulcinella sul davanti: dentro depliant, il programma, il libro con tutti i prodotti presentati al premio e altre cose tipo i fazzolettini e le salviettine igienizzanti di Geronimo Stilton, la biro di Nickelodeon e quella della Melevisione (con la quale tutti ci siamo accecati perché abbiamo messo l'occhio in quello che consideravamo un visore e che invece era la luce del proiettore), l'acqua alla camomilla al sapore di fragola, portachiavi gommosi e un poster che ora è nella nostra cucina e ci sta tanto ma tanto bene. Ma ciò che ha scatenato vere e proprie corse al massacro sono state le mini confezioni di TicTac ai nuovi sapori esotici distribuite qui e là nelle varie sale: ho visto rispettabili professionisti riempirsi le mani, le tasche e le sportine con nonchalance invidiabile.

A conferenze concluse, i vips sono stati trasportati coi pulmini ai ristoranti, e noi siamo andati coi nostri piedini a farci una bella passeggiata sul lungomare illuminato dai lampioni. Dopo una pizza e un caffé, ci siamo persi nei caruggi riscoprendo con piacere che esistono ancora posti nei quali la gente si gode le serate, ciondolando nel centro, cenando fuori senza fretta e divertendosi, come quel tizio vestito da Batman che abbiamo incrociato mentre sfrecciava sul monopattino fumandosi una sigaretta.

Rapallo è stata una piacevole riscoperta: una cittadina che si è trasformata per accogliere un evento importante e divertente, che ha vestito negozi e ristoranti con lo stile dei personaggi dei fumetti (la nostra pizzeria era dedicata Tex e tutti i camerieri erano cow-boys) e che ha illuminato le sue bellezze per affascinare gli stranieri (e gli italiani). In quanto a Cartoons on the Bay, temo che sia nata una passione: spero che l'anno prossimo non la facciano troppo lontano perché vorrei assolutamente ritornare!

martedì 22 dicembre 2009

sono una cattiva parente (e faccio regali di merda)


scrivo mentre la città è sommersa da una coltre di neve che fa smadonnare i più. e io pure. tanto per dare un'idea dell'odissea, ieri ci ho messo 7 ore a fare 10 km...

comunque oggi super attiva a partire dalle dieci, quando ho aperto l'occhio destro e mi sono ricordata che, grazie alla neve, la scuola è chiusa e le vacanze sono anticipate di un giorno... bene.

scesa dal letto, ma scesa proprio quasi caduta dato che è un soppalco, ciondolavo beata pregustando il non avere nulla da fare per venti minuti di seguito (cosa che è da agosto che non provavo) quando DRRRIIIIINNN! suonano alla porta. chi è? sono io! la figlia della mia vicina di casa è appena tornata dalla spagna e non sa come accendere il gas di casa propria... vedi, è qui, sul balcone... sì, proprio in mezzo alla neve... sì, lo so che sono in pigiama... no, non mi hai svegliata... (ma che ca??o gli succede a sta manetta del gas?) ... (micci che freddo... ) no, non ho freddo, non ti preoccupare... ecco, vedi? ora apri il gas della cucina. quello sotto il lavandino, no? ecco, funziona? ci sono le bolle d'aria (questa un tubo capisce), ecco fatto, ora ti puoi fare i te... no grazie, non ne voglio una tazza anch'io... va bene, quando hai bisogno chiama (... che io scappo!)

torno a casa congelata. il mio appartamento puzza di broccoli, ma non ho cucinato broccoli ultimamente: saranno le sciure che ci danno dentro dalle cinque di mattina con le pentole e che invadono la canna fumaria, il vanno delle scale, l'ascensore, tutto di odore di cibo super pesante per famiglie super affamate.

tornata in me dopo l'operazione "salviamo un'adolescente da se stessa" ho un altro problema: mi si è congelata l'acqua nei tubi sul balcone, sotto lo scaldabagno. Mi era già successo lo scorso natale, proprio il 25 dicembre. Pronto, Davide? (è il mio idraulico) si, sto bene, grazie, e tu? ah, ok. senti, mi è successa sta cosa, che faccio? come faccio a scaldarlo, è fuori sul balcone! col phon? vabbé. e poi ci metto una copertina intorno? ah... ma sei sicuro che non si possano usare metodi più efficaci, che ne so, avvolgere i tubi in un filamento elettrico... no. vabbé, allora esco col phon" come avrete capito, il mio è un grande idraulico. difatti l'acqua nei tubi mi si è congelata pure quest anno, ma il 20 dicembre, e non il 25. ho ricoperto l'apertura superiore del mobiletto copriscaldabagno col cellophane e con una coperta. ho avvolto lo scaldabagno stesso con un'altra coperta. ho avvolto i tubi nella carta da giornale. il poveretto sembra un senza tetto. e oggi, non appena la temperatura si è avvicinata allo zero, voilà, ha ripreso a funzionare. segno che tutto il mio armatoste non è servito a una beata mazza.

ma veniamo al titolo del post: stamattina ho indossato gli scarponi da montagna, la giacca a vento e lo zaino, e sono andata a fare le commissioni. Dovevo: far partire la lavatrice approfittando della presenza dell'acqua; andare in banca a fare un deposito; passare dai cinesi a prendere i regali di natale per i miei parenti; riportare i regali a casa e stendere i panni; andare a casa di mia madre a farmi la doccia e a mangiare; riportare i libri e il film in biblioteca e raccattare il raccattabile da leggere durante le vacanze; impacchettare i regali.

e fin qui tutto bene: ho svolto egregiamente tutte le mie commissioni. fatto sta che, mentre impacchettavo stasera mi sono resa conto di una cosa: che i regali che ho comprato facevano cagare! eppure la mattina non mi era sembrata una cattiva idea, comprare un po' di cancelleria stupidotta e colorata, brillantinosa e profumata, le tipiche cinesate, e dividerla tra quattro astucci colorati (ho quattro bambini in famiglia che vedo solo durante le feste comandate). stasera, quella che mi era sembrata un'idea geniale si è rivelata la solita cagata della cugina che non sa fare i regali ai piccoli. ma come? non insegni? non sai quali libri piacciono ai bambini? NO! io so quali libri piacciono A ME! non me ne frega nulla di regalare dei libri ai bambini, tanto sbaglio sempre, oppure ce l'hanno già, o lo mettono lì e non lo guardano. insomma, mi sarei messa a piangere. e alla fine ho dedotto che ero semplicemente una cattiva parente, che non c'entra un tubo col parentado organizzato, che si dimentica dei compleanni e degli anniversari (due domeniche fa ho scordato di andare a festeggiare il mio fratellino a metà: mio padre si è incazzato come una biscia. chiamarmi per ricordarmelo no, però...)

ma non è finita qui. a mia nonna, la regina del kitsch, non avevo preso nulla. oddio, a dire la verità avevo preso dai cinesi un cerchietto con le alucce d'angelo e un'aureola di piume bianche. ma stasera mi sono resa conto che sarebbe stato ridicolo regalare questo a mia nonna, così è scattato il riciclone: ho scovato un massaggiatore a raggi infrarossi, che mi aveva dato mia suocera quest'estate, e che era a sua volta un riciclo, dal momento che gliel'aveva regalato sua suocera il natale precedente. 'sto povero massaggiatore arriverà a natale nelle mani di mia nonna, senza la scatola e con le istruzioni in spagnolo. ma d'altronde, si sa, gli imballaggi vanno eliminati quando viaggi... sono proprio una nipote di merda. in compenso sto scrivendo con il cerchietto piumato addosso, e penso che, almeno, ho trovato la mise di capodanno.

a proposito di capodanno, mi sa che ho fatto una figurilla di merda: un'amica mia mi ha scritto per avere la risposta, vado con lei, il suo ragazzo e venti amici a cortona oppure no? spero di sì, rispondo io, e aggiungo: ma è vero che non c'è posto e devo dormire tra voi due? non che mi dispiacerebbe ;) invio sms. silenzio dall'altra parte. silenzio. dopo dieci minuti: c'è anche la zona single, e comunque metteranno giù un altro letto. fammi sapere e salutami il tuo ragazzo. ecco, un'altra che pensa che io sia lesbica, e che mi ricorda che sono fidanzata con un UOMO! e vabbé, una non può nemmeno scherzare... (comunque, detto tra parentesi, sia lui che lei sono due fighi, perciò ... ;)

sento dei rumori... sono arrivati i vicini dalla spagna col furgone! che voglia di lasciare l'andalusia per trasferirsi nel sud ovest milanese... ora però si ricomincia a mangiare jamòn serrano, che era da un po'!

giovedì 9 luglio 2009

e sabato si riparte!!!


quante cose sono successe dall'ultima volta che ho scritto... dunque vediamo:

- settimana in Liguria stupenda, venerdì sono arrivati i ragazzi e li vado a prendere col suzuki come quella vera tamarra che sono; a seguire cena in paese e sabato prima gita: la valle del MALE! basti pensare che il centro della vallata era Triora... domenica torna il bel tempo e noi ci spariamo la valle del BENE con epicentro Dolceacqua e bagnetto a Bordighera. Foto: un sacco! e mi sono pure abbronzata un poco (meno male, perché prima ero verde)

- una settimana di lavoro leggero, e poi via di nuovo in Liguria, stavolta con le mitiche Romi e Chiara, ad Arenzano a far bagni a tutto spiano!!! he he he!!! e via di bronzage...

- l'altro ieri nubifragio a Milano e a me, oltre a percolare acqua dal piano superiore, mi si è allagata la cantina, quindi giù nell'acqua fino alle caviglie a svuotare la benedetta e a portare dalla mamma (o in discarica) le cose... ma ora ho una cantina pulitissima!

- oggi arriva il tecnico a valutare i danni del temporale e si congratula con "mio marito" per la buona organizzazione dell'appartamento... e il "marito" che fa? incassa e si piglia i complimenti e l'immeritato titolo senza battere ciglio... e da allora si fa chiamare "marito"...

- domani lavoro leggero, ripe e poi sabato all'alba via di nuovo, questa volta in Emilia Romagna con la mitica Romi e un'altra amica che non conosco ma che deve essere morta di fame come noialtre per alzarsi all'alba per risparmiare venti euro... non so che dire, Ravenna è una città della quale ho sempre sentito parlare e che ho studiato un sacco di volte, ma nella quale non ero mai stata. Sono emozionata e felice, lo zainetto mi fa l'occhiolino e la macchina fotografica scalpita, già sapete. Ma ho un motivo in più per essere tesa: finalmente potrò rendere omaggio al padre della nostra lingua, al compagno di tanti anni di studi e di sogni, e al Sommo Poeta. Signori, il sogno di ogni letterato: visitare la tomba di Dante!

E con l'emozione che "mi fa tremar le vene e i polsi" vi saluto. Un bacio!!!

lunedì 22 giugno 2009

sono stanchissimaaaaaaa (ma domani partooooooo)


ho appena finito gli esami e mi sta scendendo tutta l'adrenalina... sono distrutta: che gli alunni non credano che i prof se ne fregano. almeno, io non me ne frego per niente.

ora non ho nemmeno le forze di andare all'esselunga. così ci ho mandato pablo, che se vuole che stasera gli prepari burritos mi deve portare a casa due avogados, e io non mi muovo da qui.

se raccatto le forze, e le raccatto di certo, domani vado in Liguria e ci resto tutta la settimana.

programmone etnografico-culturale: esplorazione dell'entroterra della provincia di Imperia, con scientifico accanimento sull'Occitania italiana e su Triora, paese delle streghe.

perché? ma perché a me l'antropologia m'attizza, e che volete che vi dica? e allora parto con la mia matiz "Cochina" superaccessoriata, e nello zaino metto:
la scarpa da trekking
la macchina fotografica
il taccuino
2 bic
Morfologia della fiaba di Propp
Le radici storiche dei racconti di fate di Propp
Fiabe italiane raccolte e trascritte da Italo Calvino
la borraccia
la crema solare
il costume da bagno
l'infradito da spiaggia
la schiscetta
la bandana
gli occhiali da sole
le cicche
gli antistaminici
i cerotti
...
mio padre (opzionale, ma ha le chiavi della casa al mare)

bene, vestiti e cibo a parte, dovrei avere tutto. Pablo mi raggiunge per il fine settimana con il mitico Saimon e nel frattempo io mi faccio tutti i giretti da sola come una vera posseduta, parlando coi vecchietti, andando in biblioteca, magnando tipico e schiacciando penniche sui trenini a scartamento ridotto.

aaaaaahhhh benedetta sia l'estate!!!!!

lunedì 8 giugno 2009

sento che succederà qualcosa...



questa (bellissima) foto è di Dug

Sarà per le frequentazioni degli ultimi tempi, sarà per il tempo instabile che da qualche giorno attanaglia la padania, ma sento, sento, fortissimamente sento che sta per succedere qualcosa. Che cosa? Boh!

Forse è l'avvicinarsi delle vacanze estive, e questo senso di incertezza e desiderio di andarmene che mi prende ogni volta che la primavera volge all'estate.

A me non piace molto andare lontano durante l'inverno. D'inverno sto bene a casina. Ma non tentate di tenermi qui d'estate.

L'estate è fatta per prendere lo zaino, la tenda e il sacco a pelo.

Per riempire il serbatoio di benzina e la macchina fotografica di... memoria (che triste!).

L'estate è bici lungo il Naviglio, e camminate sui sentieri alpini.

L'estate è boschi e profumo di pineta, è mare e pelle abbronzata, è cielo sereno e pioggia sulla tenda.

é cucinare sul fornellino in Francia e rimpinzarsi di aringhe alla griglia respirando l'Atlantico.

è l'autostrada che attraversa la Castilla e l'abbraccio degli eucalipti in Galizia.

è la terra rossa della Meseta, sono i campi dorati di Machado, sono le pietre grigie di Santiago.

è il formaggio Camembert che si scioglie nella baguette morsicata mentre guido, è il pulpo a feira servito su un piatto di legno.

è la danza bretone che ballo concentrata, è la danza gallega che ballo saltando, è il flamenco che ballo sinuosa, è una danza tonta che ballo ridendo

è la chitarra che mi attende per cantare vecchie canzoni. sono le voci e gli accenti a me cari

è una famiglia felice che mi aspetta alla fine del viaggio, come ogni estate, come ogni anno e per dirmi: bienvenida!

sabato 6 giugno 2009

alcoolico e nuovi amichetti


mamma quanto tempo che non mi appropinquo... sarà anche il caso di fare il punto della situazione, no?

ma prima è il caso che vi presenti un nuovo amico. Nome in codice: Saimon.

dunque, Saimon è un individuo quantomeno singolare. A prima vista sembra un qualsiasi ragazzo, magari un po' dandy. Poi mangi e dormi con lui (non fraintendete, era ospite a casa nostra) e scopri che:
a) legge i tarocchi, allora te li fai leggere e ci rimani di merda perché lo sa fare davvero e ti dice anche cose che non vorresti sapesse
b) fa i "sogni lucidi", cioè sogna sapendo di farlo, e quindi controllando dall'interno il suo sogno. E lo fa a comando, quindi anche a casa tua
c) nei già citati sogni lucidi incontra presenze che dicono cose che puntualmente si avverano, o fanno cose che hanno un riscontro veritiero sulla realtà, tipo dargli i numeri al lotto, lui li gioca e puntualmente escono
d) le già citate presenze dei già citati sogni lucidi possono anche non essere molto socievoli, come i due che ha sognato a casa tua magari, e che hanno tentato di buttarlo giù dal letto, e magari proprio mentre tu ti sei svegliata perché l'hai sentito gridare e l'hai visto rotolarsi nel futon degli ospiti come se qualcuno lo stesse davvero spingendo
e) se ciò non fosse abbastanza, l'amico Saimon sente le energie provenienti, per esempio, da una città o da un luogo geografico. Scopri così che Porto è carica di oscurità, mentre la Galizia è piena di vita, che la Costa da Morte è degna del nome che porta e che Milano è una belva tendente al maligno a stento tenuta a freno dalle sue vie d'acqua. Se poi tu provi le stesse cose, allora siete in due a essere presi poco sul serio.

Ma stare con Saimon non è poi così male, se ti abitui a convivere con presenze di altre dimensioni e al fatto che di notte esca dal suo corpo fisico e si metta a volare su e giù per l'appartamento. Infatti l'amico conosce un sacco di bei posti nei quali andare a fare una passeggiata corroborante. Il fine settimana scorso, ad esempio, era di ponte, allora, dopo esserci ripresi da un sabato-domenica non-stop di alcool, cartomanzia e onironautica, abbiamo fatto i nostri begli zaini e ci siamo diretti verso il lago di Como. Ora, se volete fare un bel giro, senza incontrare troppa gente, senza fare troppa fatica e stando su bei sentieri circondati da boschi danteschi, fate la via lariana occidentale. Era lunedì, non c'era nessuno e ho potuto fare delle foto stupende al Saimon e a Pablo, così belli insieme che sembravano Bud Spencer e Terence Hill.

Cammina che ti cammina, viene l'ora di cercare un posto dove dormire, ma il rifugio è chiuso. Mierda! Allora torniamo indietro un pezzo, dove c'eravamo fermati nel pomeriggio a fare una sosta tanninica. Davanti alla porta sta seduto a fumare lo stesso tizio del pomeriggio, nella stessa posizione. Chiediamo di poterci fermare per la notte. Esce la moglie che ci offre una soluzione tutto compreso cena pernottamento e prima colazione 40 euri. Ci guardiamo in faccia. Il menù comprende polenta e cinghiale a volontà, dice lei. Ci riguardiamo e ci sorridiamo. Poi saliamo alle camerate. Queste sono all'ultimo piano di questa ex caserma della guardia di finanza messa lì per beccare quelli che van de sfros, cioè i contrabbandieri con la Svizzera. Saimon si attiva tutto e dice che qui è pieno di presenze, e che come minimo i finanzieri si inchiappettavano a vicenda. Dopo questa annotazione decidiamo definitivamente di restare.

Ora, manca ancora un'oretta per la cena, così andiamo a esplorare le vicinanze. A una quindicina di minuti ci sono due cime: su quella di sinistra c'è una chiesetta nella quale si dice sia apparso il demonio (nientemeno, e difatti qui Saimon ammette di averci dormito, quando venne su con la tenda due anni prima), in quella di destra un gregge di pecore che, non appena ci vede, incomincia a puntarci a testa bassa e noi giù a correre per il pendio. Per questo fatto saremo presi in giro da tutti al rifugio, perché a quanto pare basta dare un calcio in faccia a una pecora e le altre smettono di caricare, boh, sarà...

Rinvigoriti dalla fuga dal gregge mefitico, rientriamo al rifugio in tempo per il cinghiale. In tre ne mangiamo uno intero, con un piattazzo di polenta taragna e due litri di vino rosso. Alla fine, dopo un amaro io e due grappini a testa loro, ci sta anche il dolce, 'che la padrona di casa è sì una bestia, ma fa delle torte meravigliose! E poi chiediamo se hanno una chitarra. Il gestore e la moglie si guardano negli occhi con fare d'intesa, e appare una chitarra della madonna, troppo bella per essere lì solo per gli ospiti del rifugio. E infatti. Lui è un trombettista jazz, Saimon (non ve l'ho ancora detto, ma è che ha troppe virtù) è il cantante e chitarrista di un gruppo letteralmente bestiale, e io suono la chitarra e canto, insomma, l'unico inutile era Pablo, il quale però nel frattempo continuava a versarsi grappini per darsi un tono.

Che dire, partì una jam session bellissima, nella quale suonammo la qualsiasi, dal fado a vitti 'na crozza, dal repertorio bifolco del Saimon alla bossa nova, il tutto condito da una quantità di alcool che io già mi disperavo per la notte che mi avrebbero fatto passare quei due. Fu bellissimo, veramente. E poi, in camerata, mentre stavamo per addormentarci all'alba delle due di notte, chi ti arriva? Le bestie a pascolare sotto i finestroni. I due baldi giovani si sono messi a litigare animosamente su che animali fossero, se vacche o cavalli, poi un benedetto raglio mise a tacere ogni discussione e potemmo finalmente prendere sonno.

Beh, concludendo col Saimon ci siamo riproposti di tornare, perché c'è un posto che non siamo riusciti ancora a visitare, ma che, oramai che siamo entrati nel mood saimonico, non possiamo fare a meno di esplorare: il doss dei mort, cioè l'antico lazzaretto-cimitero dove gli abitanti delle vallate mandavano a morire i propri congiunti ammalati di peste. Potevamo farcelo mancare?

mercoledì 18 marzo 2009

Decalogo per le famiglie in tempo di crisi


Dopo il decreto anticrisi, dieci consigli "pratici" per resistere con creatività. Non tutto il male vien sempre per nuocere e l'attuale fase di crisi è anche un'opportunità per modificare i nostri comportamenti e dedicare più attenzione all'economia familiare.

In primo luogo è fondamentale far tesoro di un detto giapponese che recita "caduto 7 volte, rialzato 8 volte": cadere è spesso inevitabile, ed è tanto più spiacevole quando ciò non avviene per responsabilità propria. Ciò che è fondamentale, però, è trovare sempre la volontà di rialzarsi e guardare avanti e lontano. Qualche suggerimento di comportamento, per non essere usurati dalla crisi, può essere utile, come occasione per rafforzarsi e, perché no, provare a migliorare la qualità della vita.

1. Stare insieme: perché nelle fasi avverse i "gruppi", siano esse famiglie allargate o gruppi di amici, assorbono meglio le conseguenze dell'incertezza e del rischio crescente, e la dilagante incertezza è il segno distintivo della crisi in corso. Creare gruppi di acquisto o ritrovare un gruppo di amici restituisce un po' di certezze e permette qualche risparmio.

2. Migliorarsi sul piano professionale: non è mai troppo tardi per acquisire nuove conoscenze o rafforzare quelle esistenti e l'occasione di più tempo libero è un'opportunità per occasioni professionali future e in ogni caso uno spazio ignoto di soddisfazione e realizzazione.

3. Scoprire occasioni nuove di convenienza per la spesa quotidiana: accurate analisi condotte negli Stati Uniti dimostrano che il risparmio (almeno il 10%) dipende dal tempo dedicato alla ricerca dei prezzi più bassi, con acquisti più frequenti per sfruttare al meglio le promozioni.

4. Eliminare gli sprechi nei consumi quotidiani: da un'indagine in Gran Bretagna emerge che le famiglie inglesi sprecano circa un terzo di ciò che acquistano e circa un quinto di ciò sarebbe riutilizzabile. Patate, mele, pomodori, pane, uva, yogurt, cioccolato, sono esempi di alcuni beni che vengono spesso gettati via interi, ma ancora utilizzabili.

5. Vivere verde, nel senso di utilizzare al meglio le opportunità di energie alternativa, ridurre i consumi energetici, usare di più i mezzi pubblici e meno quelli privati, camminare, usare la bicicletta (e migliorare la salute). Berlino o Copenaghen sono città certamente più fredde di Milano, Roma o Napoli, ma piene di biciclette anziché di auto o motorini.

6. Controllare i costi come le fatture, le bollette, gli estratti conti delle banche. L'aumento si annida nei dettagli di piccole spese aggiuntive, spesso di difficile comprensione, negli addebiti automatici, che spesso arrivano a sommare centinaia di euro all'anno. Non esitare mai nel chiedere spiegazioni e non accontentarsi di spiegazioni spesso non convincenti.

7. Usare internet in modo sistematico: i costi di comunicazione telefonica possono essere ridimensionati attraverso l'uso gratuito del computer come telefono. Inoltre, il web consente di ridurre i costi di acquisto dei giornali e di trovare con maggiore facilità le opportunità di acquisto o scambio a vantaggioso.

8. Chiedere più pareri sulle questioni di rilevanza economica che si devono affrontare: l'informazione diffusa rappresenta una sorta di mercato delle idee, fra le quali poter scegliere la soluzione più conveniente e congeniale, dal medico o il dentista, all'elettrodomestico da cambiare;

9. Dare il buon esempio con i figli sul come affrontare con energia e dignità le difficoltà del vivere quotidiano: le ricerche ci dicono che soprattutto sui bambini più piccoli ciò esercita un'influenza duratura che influenza i comportamenti di una vita. È sufficiente ascoltare la nonna o il nonno che erano bambine o bambini durante la crisi degli anni '30.

10. Pensare diverso: aiuta a identificare meglio i problemi e le loro possibili soluzioni. Se qualcosa sta insegnando questa crisi è quanto possa essere epidemico il pensiero unico e negativo sul futuro. L'economia si alimenta di aspettative positive sul futuro: per davvero l'economia migliora se tutti pensano positivo, ma se anche solo uno pensa positivo quell'unico ne uscirà prima.

Non è certo un decalogo dei miracoli, ma forse un esempio del come le virtù del coraggio e della tenacia possono aiutare a riemergere dalla crisi, con una qualità della vita più sobria e migliore.